Un’idea per il numero di lancio
Cominciamo dalle cose semplici. Se le università hanno ingenti debiti, se non è più possibile il ricambio generazionale, se i ricercatori hanno a disposizione 1500 euro l'anno per produrre scienza due sono le possibili spiegazioni: o lo stato e la società non investono abbastanza nell'università, oppure i fondi investiti sono utilizzati male, nelle voci di spesa sbagliate, in strutture non produttive, o perse a causa dell’inerzia del sistema.
Quantificare l'importanza di ciascuno di questi due fattori con coscienza è importante al fine di prendere una posizione, ricordando che è necessario sapere dove si è, per capire dove si va.
A questo punto possiamo procedere in due direzioni: dal basso, analizzando ogni possibile voce di spesa, verificando tutti i dettagli, raccogliendo le esperienze, oppure dall'alto, partendo da indicatori e dati aggregati che, certamente, pur approssimando molti dettagli e situazioni permettono di avere un impressione globale della situazione.
Questa è esattamente la visione d'insieme che vogliamo cercare di fornire con il primo numero di www.straordinario.info. Vogliamo analizzare nel suo complesso il sistema universitario dalla prospettiva che interessi quella parte dei cittadini i quale la vivono o la vivranno come studenti.
Quanto spende lo stato per ogni studente? E in cosa viene investita questa spesa? Quanto questa e' legata al rapporto studenti/docenti? Quanto devono investire direttamente le famiglie? Quali sono gli aiuti finanziari attuali per gli studenti e quali i modelli applicati all'estero?
Vorremmo cercare di capire tutto questo partendo dai dati dell'Organizzazione per la coperazione e lo sviluppo economico ( www.oecd.org ), del Ministero dell'Università e della Ricerca ( statistica.miur.it ) e dalle elaborazioni di altre associazioni interne al mondo universitario come la CRUI ( www.crui.it ) o altri comitati ed agenzie ( come il CNVSU - www.vsu.it ).
Su questo vogliamo sentire la voce di coloro che l'Università la vivono quotidianamente. Vi invitiamo perciò a prendere in esame uno di questi aspetti, in base alle vostre competenze, interessi, esperienze, ed inviarci un contributo al dibattito al più presto. Oltre ad analisi interessanti chiediamo buona informazione, priva dei tipici "screditamenti dell'avversario" contenuta in gran parte della produzione di queste settimane. Inoltre è bandito l'uso della parola "ovvio".
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