Si ringrazia il prof. Pedreschi per averci fornito le seguenti pillole di informazione
| D: |
Quanto spende l’Italia per l’università in rapporto al PIL? |
| R: |
Lo 0.9% del PIL, se si considera sia l’investimento pubblico (0,6%) che quello
privato (0.3%). Questo dato, riferito al 2005, pone l’Italia all’ultimo posto –
il trentesimo – dei paesi OCSE, al pari della Slovacchia. La media pesata dell’
investimento sull’insieme dei 30 paesi OCSE è il 2%; quindi l’investimento
italiano non arriva neppure alla metà. Considerando la sola quota pubblica
dell’investimento, lo 0,6%, l’Italia è penultima insieme alla Corea e subito
prima del Giappone (0,5%): questi due paesi, però, possono contare su
investimenti privati significativi (0,9%) il Giappone, addirittura 1,8% la
Corea; la media OCSE ed europea è 1,1%, di nuovo quasi il doppio del dato
italiano. |
| In breve: |
l’Italia investe nella formazione la metà della media dei
paesi OCSE: fra questi, è il paese che investe meno di tutti. |
| Fonte: |
OCSE (OECD) Education at a glance 2008
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| D: |
Quanto spende l’Italia per l’intero arco della formazione, dalla scuola materna all’università? |
| R: |
Sorpresa: anche considerando la spesa per la scuola (il 3,3% del PIL, più
lo 0,5% per la materna), l’Italia è al 25^ posto sui 30 paesi OCSE con
una spesa complessiva del 4,7%. La media pesata sui 30 paesi OCSE
è il 5,8%. Considerando la solo spesa per la scuola, l’Italia rimane
al 25^ posto. |
| In breve: |
non è affatto vero che la spesa italiana per la scuola è abnorme;
al contrario, è al di sotto della media OCSE. L’Italia investe poco
su tutto il ciclo della formazione, dalla materna all’università,
e investe pochissimo su quest’ultima. |
| Fonte: |
OCSE (OECD) Education at a glance 2008
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| D: |
Quanto spende l’Italia ogni anno per ogni studente universitario? |
| R: |
8.026 dollari, a fronte di una media pesata OCSE di 15.559 dollari. In
questa classifica, l’Italia è al 22^ posto (su 30) |
| Fonte: |
OCSE (OECD) Education at a glance 2008
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| D: |
Quanti studenti universitari ci sono per ogni docente? |
| R: |
Ci sono 20,4 studenti per ogni docente, a fronte di una media OCSE
di 15,3. In questa classifica, l’Italia è al 22^ posto (su 30), ma
il dato di 7 paesi a forte investimento in formazione è mancante
(Australia, Canada, Denmark, Korea, Luxembourg, Netherlands, Switzerland)
è quindi probabilmente l’Italia è al 29^ posto. |
| Fonte: |
OCSE (OECD) Education at a glance 2008
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| D: |
Quanti adulti laureati ci sono in Italia? |
| R: |
I laureati sono il 13% della popolazione adulta (fra 25 e 64 anni) in
Italia, a fronte di una media OCSE del 27%. In questa classifica l’
Italia è al 29^ posto (su 30); il primo paese è il Canada, con il 47%,
sehuito dal Giappone col 40% e da Nuova Zelanda e Stati Uniti col 38%. |
| Fonte: |
OCSE (OECD) Education at a glance 2008
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| D: |
Quanto investe l’Italia in ricerca? |
| R: |
L’ultimo dato affidabile disponibile è del 2005, fonte Eurostat.
L’investimento pubblico italiano è pari all’1,10% del PIL, a fronte
della media europea del 1,89% riferita all’Europa a 27, ovvero allargata
ai paesi dell’est europeo. Altri esempi: Francia 2,13%, Germania 2,48%,
Finlandia 3,48%, Svezia 3,89%. |
| Fonte: |
OCSE (OECD) Education at a glance 2008
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| D: |
Quanti ricercatori ci sono in Italia? |
| R: |
Considerando tutti i settori pubblici e privati, non solo università
ed enti di ricerca, in Italia ci sono 2,1 ricercatori ogni 1000 abitanti,
a fronte di 5 ricercatori ogni 1000 tedeschi, 10,1 ricercatori ogni 1000
finlandesi, 4,3 ricercatori ogni 1000 francesi. |
| Fonte: |
UNESCO Institue for Statistics, ultimo dato disponibile riferiro al 2006
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| D: |
Quanto sono produttivi i ricercatori italiani? |
| R: |
In riferimento alle pubblicazioni ed alle citazioni registrate nel
database ISI, Institue for Scientific Information, anno 2001, i
ricercatori italiani sono terzi al mondo sia per numero di pubblicazioni
per ricercatore che per numero di citazioni per ricercatore, dopo i
colleghi britannici e canadesi. |
| Fonte: |
David A. King, “The scientific impact of nations,what different
countries get for their research spending.” Nature, n.430, 2004
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